Nordic walking

“Il Nordic Walking, o camminata nordica, è un tipo di attività sportiva praticata con dei bastoncini appositamente studiati per questa disciplina, simili a quelli utilizzati per lo sci di fondo. Consiste in una camminata a passo sostenuto che coinvolge la muscolatura degli arti superiori e del busto, che contribuiscono alla propulsione del corpo durante il passo. Sebbene esista una tecnica di esecuzione ben precisa, si può definire il Nordic Walking come una attività sportiva alla portata di tutti.

Nordic Walking e camminata a confronto

La pratica del Nordic Walking, grazie al coinvolgimento simultaneo degli arti superiori ed inferiori, garantisce un dispendio energetico ed un impegno cardiovascolare maggiore rispetto alla pratica di una semplice camminata. La pratica regolare, porta ad un miglioramento della capacità aerobica e della forza muscolare, con una riduzione della frequenza cardiaca a riposo e della pressione sanguigna. A confronto con la camminata, nel Nordic Walking si ha un affaticamento della muscolatura degli arti inferiori ridotto, grazie al supporto dato dall’uso delle bacchette. Questo favorisce la pratica anche alle persone che presentano una ridotta forza muscolare o poca tolleranza allo sforzo come i soggetti con Parkinson.

Nordic Walking e Parkinson: i benefici

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa ad evoluzione lenta e progressiva, che coinvolge alcune funzioni del controllo motorio e dell’equilibrio. I sintomi principali della patologia sono tremore a riposo, rigidità, bradicinesia, acinesia e disturbi dell’equilibrio. La pratica di esercizio fisico aiuta nella sintomatologia e porta benefici con miglioramento della capacità funzionale e della qualità di vita.
La pratica del Nordic Walking in soggetti con morbo di Parkinson porta benefici con miglioramento della sintomatologia motoria e della performance funzionale. In oltre, i soggetti che praticano Nordic walking mostrano un miglioramento motorio, della qualità di vita, della capacità di attenzione e concentrazione, ed una riduzione del dolore, maggiore rispetto a chi pratica camminate o protocolli di flessibilità e rilassamento.
L’utilizzo dei bastoncini può facilitare la camminata e favorire la stabilità posturale durante la deambulazione, contrastando la tendenza alla flessione del tronco in avanti tipica di questa patologia. In aggiunta, l’uso dei bastoncini comporta delle oscillazione delle braccia, fornendo uno stimolo importante ai parkinsoniani. Infatti, la ridotta capacità d’utilizzo delle braccia costituisce uno dei primi sintomi della malattia, aumentando l’instabilità posturale e, di conseguenza, il rischio di caduta.
Un ulteriore dato interessante da considerare riguarda l’aderenza alla partecipazione; infatti, almeno l’87% dei soggetti inclusi dei diversi studi ha portato a termine l’intervento. Ciò conferma come questo tipo di attività sia ben tollerato dai soggetti affetti da Parkinson, sia in termini di impegno motorio che di coinvolgimento emotivo.”